Il 26 settembre 2026 il Popilia Country Resort di Maierato ospita un convegno scientifico internazionale promosso da Filitalia International sul ruolo della Dieta Mediterranea nella protezione cardiovascolare, oncologica e neurodegenerativa. Un appuntamento che conferma la Calabria come laboratorio vivente di longevità — il terreno su cui da anni costruisco la mia visione di un benessere che unisce tradizione, ricerca e tecnologia.
C'è un filo che lega i campi di ulivi della provincia di Vibo Valentia ai laboratori di ricerca molecolare di Philadelphia. Quel filo si chiama prevenzione, e il 26 settembre 2026 attraverserà fisicamente il Popilia Country Resort di Maierato, a pochi chilometri da dove sono nato.
Il Distretto Italia di Filitalia International Italia APS, guidato dal Dottor Professor Pasquale Nestico, ha scelto la Calabria per un convegno scientifico internazionale dal titolo netto e ambizioso: «Alimentazione Mediterranea e Longevità: Protezione Cardiovascolare e Oncologica». Non un appuntamento qualunque, ma un punto di convergenza tra clinica, ricerca di base e territorio — esattamente il tipo di incontro che da anni considero il più fecondo.
Ne scrivo non da spettatore distante, ma perché questo tema attraversa da sempre il mio modo di intendere il lavoro, l'impresa e la vita. La longevità non è una moda da influencer del benessere: è una scienza seria, ed è anche una promessa che il Mezzogiorno può mantenere meglio di molte aree più ricche del pianeta.
Un parterre scientifico di rilievo internazionale
La forza di questo convegno sta nei nomi. E nei nomi sta anche la lezione più importante: la prevenzione di qualità nasce dall'incontro tra discipline che raramente dialogano.
Apre il professor Pasquale Nestico, cardiologo presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, che porterà una lettura aggiornata del rapporto tra nutrizione, fattori di rischio cardiovascolare e longevità. Il cuore — è il caso di dirlo — è il primo organo a beneficiare o a soffrire delle nostre scelte alimentari quotidiane.
Di grande rilievo la presenza del professor Antonio Giordano, direttore del Centro di Ricerca Sbarro a Philadelphia, riferimento internazionale nello studio dei meccanismi molecolari del cancro. Il suo intervento illustrerà come determinati pattern alimentari influenzino l'espressione genica e i processi cellulari coinvolti nelle patologie oncologiche. È la frontiera dove la dieta smette di essere "abitudine" e diventa epigenetica.
Sul fronte delle malattie neurodegenerative interviene il professor Domenico Praticò della Temple University, tra i massimi esperti dell'Alzheimer, che approfondirà il legame tra alimentazione, infiammazione e declino cognitivo. Invecchiare bene significa anche custodire la mente: un tema che, in una società che vive sempre più a lungo, diventa cruciale.
La Dieta Mediterranea tra tradizione e scienza
A rappresentare il territorio sarà il professor Antonio Leonardo Montuoro, presidente dell'Accademia Dieta Mediterranea di riferimento di Nicotera — non un dettaglio geografico, ma il luogo simbolo dove questo modello alimentare è stato codificato e da cui ha preso le mosse il riconoscimento UNESCO come patrimonio immateriale dell'umanità.
Accademia Dieta Mediterranea, Nicotera
Università Magna Graecia, Catanzaro
Il professor Ludovico Abenavoli, del Dipartimento di Scienze della Salute dell'Università Magna Graecia di Catanzaro, approfondirà il ruolo della dieta mediterranea nella prevenzione delle malattie metaboliche e del fegato, mostrando come uno stile di vita corretto riduca in modo significativo il carico di patologie croniche.
Policlinico Gemelli IRCCS, Roma
Università di Holguín, Cuba
Dal Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Università Cattolica del Sacro Cuore interviene il professor Gabriele Sganga, che porterà l'attenzione sugli aspetti clinici e chirurgici della nutrizione del paziente, sottolineando l'importanza di percorsi integrati tra prevenzione e cura. A completare il quadro internazionale, la dottoressa Rocío Angulo Méndez dell'Università di Holguín (Cuba), con una prospettiva comparativa sui modelli alimentari e sulle strategie di salute pubblica nell'area caraibica.
«Parlare di dieta mediterranea in Calabria significa parlare di identità, salute e futuro.» È la sintesi degli organizzatori, e potrebbe essere la sintesi di una intera visione di sviluppo per il Sud.
Perché questo convegno parla anche del mio lavoro
Chi mi segue sa che vivo su tre piani che raramente si toccano: l'impresa — Credit-One e le tecnologie di intelligenza artificiale che sviluppo per il credito e la finanza; il territorio — la convinzione che il Mezzogiorno non sia una periferia da assistere ma un laboratorio da attivare; e il benessere, inteso come disciplina quotidiana e non come slogan.
La longevità è il punto in cui questi tre piani convergono. Non è un caso che da anni segua un protocollo personale strutturato di alimentazione, movimento e gestione dello stress, ispirato anche al lavoro di Valter Longo sulla longevità sana. Non lo racconto per esibire uno stile di vita, ma perché ho imparato sul campo una cosa semplice: l'energia con cui si costruisce un'impresa nasce dallo stesso luogo da cui nasce la salute. La lucidità delle decisioni, la resistenza alla fatica, la capacità di pensare a lungo termine — tutto questo ha radici biologiche.
C'è poi una dimensione che mi sta particolarmente a cuore: la prevenzione è la forma più alta e più democratica di inclusione. Allo stesso modo in cui credo che il credito debba includere chi i numeri tradizionali lasciano fuori, credo che la salute non debba essere un privilegio di censo. Un modello alimentare nato dalla cultura contadina del Mediterraneo — economico, accessibile, replicabile — è la dimostrazione che la scienza più avanzata e la saggezza più antica possono indicare la stessa direzione.
La Calabria come laboratorio vivente di longevità
Esistono nel mondo poche aree dove la longevità è documentata, studiata, statisticamente reale. La Calabria è una di queste. Le ragioni sono insieme genetiche, alimentari, sociali e ambientali — e proprio questa complessità la rende un caso di studio prezioso per la ricerca internazionale.
Portare a Maierato cardiologi, oncologi, neurologi e nutrizionisti di università americane ed europee significa fare una cosa che troppo raramente accade: riconoscere al territorio il suo valore scientifico, invece di considerarlo solo destinatario passivo di buone pratiche decise altrove. È lo stesso ribaltamento di prospettiva che provo a portare nel mio lavoro quotidiano: il Sud non come problema da risolvere, ma come risorsa da mettere a sistema.
Un convegno come questo lascia qualcosa che dura più di una giornata: connette ricercatori, attiva collaborazioni, dà ai giovani del territorio la prova concreta che si può fare ricerca di frontiera restando — o tornando — qui. È esattamente la "freccia che torna" di cui ho scritto altrove: il talento che, invece di partire e basta, trova ragioni per rientrare e fecondare la terra da cui è nato.
Un appuntamento da seguire
Il programma completo sarà reso noto nelle prossime settimane, con l'inserimento di ulteriori relatori. Sarà presente anche il direttore di KalabriaTV Nicola Pirone, a conferma dell'attenzione mediatica che l'iniziativa sta raccogliendo.
Seguirò questo convegno con la convinzione di chi sa che i grandi cambiamenti non nascono dai proclami, ma dalla pazienza della semina: una buona abitudine alla volta, una buona decisione alla volta, una generazione alla volta. La scienza della longevità ci dice che il futuro della salute si costruisce oggi, nei gesti quotidiani. La stessa legge, credo, vale per le imprese, per i territori e per le persone.
Maierato, 26 settembre 2026 — Popilia Country Resort. Un appuntamento che mette al centro non solo la scienza, ma il valore di una terra che da secoli custodisce i segreti di una longevità che oggi i laboratori di tutto il mondo cominciano finalmente a confermare.

