Non ho una laurea in economia. Ho qualcosa che, per certi versi, è più raro: vent'anni passati dentro l'economia reale, ogni giorno. Ho costruito un'impresa da zero fino a farne una società per azioni. Ho gestito bilanci, flussi di cassa, rischio di credito, rapporti con decine di istituti bancari. Ho valutato la bancabilità di migliaia di imprese, strutturato operazioni di finanza agevolata, letto centinaia di business plan distinguendo quelli solidi da quelli fragili.
La teoria economica la conosco — la studio, la leggo, la frequento attraverso il confronto con economisti e professionisti. Ma la differenza la fa averla vissuta: sapere cosa significa davvero il costo del denaro quando devi far quadrare i conti di un'azienda, capire il merito di credito guardando negli occhi un imprenditore, non solo leggendo un rating. La competenza economica vera non è un titolo appeso al muro: è la capacità di prendere decisioni giuste in condizioni di incertezza, con soldi veri e conseguenze reali.
Gli economisti che stimo lo riconoscono: la creazione d'impresa si studia oggi come un fenomeno multidisciplinare, dove contano tanto le competenze tecniche quanto l'esperienza sul campo, la capacità di leggere il contesto e di trasformare le opportunità in valore. È esattamente il terreno su cui mi muovo da vent'anni.