C'è un'immagine che porto con me da sempre: l'uomo è come un albero. Ha le foglie e ha le radici. Le foglie sono ciò che si vede — il carattere, i risultati, l'apparenza, ciò che cambia con le stagioni. Le radici sono ciò che non si vede: i valori, lo spirito, il senso. E un albero vale per le sue radici, non per le sue foglie.
Ho passato gli ultimi anni a costruire con le mie mani sistemi di intelligenza artificiale. Conosco la velocità di questo tempo, la vertigine di una tecnologia che in una stagione fa ciò che prima richiedeva una generazione. Eppure, più mi addentro in quella velocità, più mi convinco di una cosa semplice: in un'epoca che corre verso l'alto, vince chi ha radici che scendono in profondità.
Questa pagina non parla di tecnologia. Parla di ciò che viene prima, e che resta dopo. Dei pochi princìpi su cui ho deciso di costruire — come imprenditore, ma soprattutto come uomo.